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lunedì 21 novembre 2011

Una storiella paradossale.

Ehi ma ve lo immaginate in Italia un comico che per farsi eleggere ti dice "Vi prometto un milione di posti lavoro!", oppure firma in TV un contratto fasullo "con gli italiani"? Capace che una serie di analfabeti, ci crede e lo vota. Poi che ne so, se ne esce con battute sui magistrati rossi e complotti plutocratici comunisti e gli analfabeti divertiti, lo rivotano di nuovo. Allora ne spara di ancora più grosse, che toglierà l'ICI e ci sarà più pelo per tutti e gli analfabeti lo votano per l'ennesima volta. Ma nessuno apre gli occhi agli analfabeti, un po' perché in fondo il comico gli fa comodo, un po' perché li snobba (colpa loro se son analfabeti). Ed il nostro passa una decina d'anni a Palazzo Chigi.

Poi, che ne so, capace che a furia di tutte questa battute e scherzi, qualcuno si incazza davvero e viene a chiedere il conto di tutte le cose dette ed il nostro che non sa che rispondere (lui scherzava in fondo) si dimette alla chetichella. Allora viene nominato un governo tecnico, il nuovo Presidente del Consiglio diviene oggetto di satira da parte un account su Twitter che si spaccia per lui. Di nuovo, molti analfabeti non capiscano che si tratti di uno scherzo e credono che sia il vero Presidente del Consiglio. C'è chi si fa garante delle regole e ne chiede la rimozione, chi se la prende con gli analfabeti digitali, perchè non hanno capito lo scherzo e rovinano il divertimento di Twitter.

Sarebbe un po' paradossale non dite?

Meno male che è tutto solo un flash che mi son fatto in testa io.






giovedì 17 novembre 2011

Perchè il primo provvedimento deve essere contro la Casta

Da ieri si è insediato il Governo Monti. Tutti già pronti a suggerire e/o invocare di fare questo o quello. La Camusso invoca la patrimoniale, Lupi invoca la lotta all'evasione fiscale, Bersani la riforma della legge elettorale. E così via in una lunga lista che comprende parti sociali, enti, associazioni e singoli cittadini. E si. Perché come siamo un popolo di cittì, siamo anche un popolo di Presidenti del Consiglio pronti con la loro ricetta, di chi la sa lunga, quando si è contorniati da un gruppo di fessacchiotti.

Visto che non è mia intenzione elevarmi a mosca bianca della situazione, mi permetto di dire la mia. Il primo provvedimento che Monti dovrebbe attuare sono le misure anti-casta. Beh facile direte voi: deve dare un segnale forte, di discontinuità con il passato. Vero, verissimo. Ma c'è anche un secondo valido motivo. Berlusconi, facendo un passo indietro e rassegnando le dimissioni, ma avendo ancora un peso specifico molto alto in Parlamento si trova ora nella posizione di stare alla finestra. A prescindere dall'appoggio dato al Governo Monti, si potrà permettere di dire no ai vari provvedimenti che vadano nel senso della ridistribuzione della ricchezza (leggi patrimoniale), lasciando uno spiraglio di manovra per Monti in un'unica direzione (tagli alla spesa sociale). Provvedimenti che il PD (ed aggiungo io "responsabilmente") probabilmente approverà, essendo disposto a votare anche quelle norme in cui non crede al 100%, ma al 50-60% (Bersani dixit).

A mio avviso l'unica via da percorrere rimane nel presentarsi il prima possibile le già citata a iosa misure anti-casta e riforme di riduzione nei costi della politica (ovviamente quelle non ad iter costituzionale che sennò buonanotte). In primis perché, per quanto ci sia un fondo di demagogia in ciò (si sa che non sono la priorità in quanto il flusso di denaro che muoverebbero non sarebbe così ingente rispetto ad altre misure), accrescerebbe di gran lunga la popolarità di questo Governo tra la gente e permetterebbe di avere un vero elemento di discontinuità con il passato recente. E la popolarità non è un aspetto di secondo piano. Infatti, chi ora si è collocato all'opposizione sia veramente (Lega) che fintamente (PdL), rischia di vedere accrescere la propria popolarità andando a tutelare gli interessi che cercheranno di essere cancellati. In più sarebbe la maniera di mettere i partiti alle spalle contro il muro. Essendo comunque loro a votare le leggi in Parlamento, si troverebbero subito davanti al dilemma di doversi auto-punire. In caso qualcuno non lo faccia, apparirà come chi ha intenzione di sparigliare le carte della tanto invocata "equità sociale".

Quello che possiamo fare noi, comuni mortali ed elettori, è aprire gli occhi a chi ci sta accanto, aiutando  a rendersi conto che se non andiamo tutti nella stessa direzione ci aspetta una gran brutta fine.

lunedì 7 novembre 2011

Ossessioni

Stamane Giuliano Ferrara ha fatto capire che Berlusconi si stava per dimettere ("questioni di ore, forse minuti"). Dopodiché la notizia è stata ripresa da varie testate nazionali e non. Poi, è arrivato il Nostro che ha smentito il tutto, dicendo che metterà la fiducia alla prossima votazione per "vedere in faccia i traditori". Tutto questo bailamme è stato riflesso dalle borse. Prima euforia, poi no.

Ricapitolando, un giornalista abbastanza accreditato, molto vicino al primo ministro (e suo ex ministro), direttore di un giornale edito dal fratello del primo ministro, lancia la notizia che questi sta per dimettersi. All'euforia dei mercati, risponde il primo ministro stesso smentendo la notizia.

Sinceramente, capisco la costernazione di tanti che speravano si fosse arrivati alla fine del Governo più tribolato della Seconda Repubblica e si concentrano sul dato politico della cosa, ma solo io ci vedo (come in quasi tutte le cose che riguardano quest'uomo) un enorme conflitto d'interessi?

mercoledì 26 ottobre 2011

Intelligenti pauca


Durante un vertice europeo, la Merkel e Sarkozy ad una domanda su Berlusconi, si guardano negli occhi e ridono sommessamente, provocando l'ilarità generale.

Le due eminenze europee sono andate oltre il protocollo ed il bon ton che la situazione richiedeva. Certo è, ve lo dice uno che abita all'estero da quasi cinque anni, che per una volta anche chi era in Italia si è sentito come chi, italiano, vive all'estero: preso per il culo.

Ora ci son due maniere di reagire a questo tipo di provocazioni. La prima è quella di sdegnarsi e di ribaltare la frittata, offendendo o sottilmente insinuando l'autore dello sberleffo di essere pari all'oggetto dello stesso. E di queste reazioni ne son piene i giornali e le bocche di molti politici, una per tutti. Oppure, vi è una seconda reazione, che è quella che hanno molti italiani quando si recano all'estero (almeno per la mia esperienza, nda) e subiscono risatine e risolini: in un ambiente ostile, si mettono a testa bassa a lavorare e dimostrano che sfottò e sberleffi sono assolutamente infondati.

Intelligenti pauca.

venerdì 14 ottobre 2011

Ma quanto ci costa Berlusconi?

Durante il tran tran internettiano che ha caratterizzato questi giorni, vuoi per la rinnovata fiducia al Governo Berlusconi, vuoi per l'imminente manifestazione di protesta globalizzata verso banche e governi di domani, mi è sorta una domanda in testa. Leggevo in rete i tweets su #occupiamobancaditalia che spiegavano come la protesta fosse "simbolicamente" contro la BCE, vera artefice delle politiche del Governo (essendo Berlusconi già trapassato politicamente) e che è ingiusto pagare un debito creato da cattivi politicanti e sistemi bancari e che bisognerebbe prendere ad esempio l'Islanda che il debito ha deciso di non pagarlo. Dopodichè ho letto diversi articoli che spiegavano chiaramente perché non pagare il debito sarebbe una soluzione suicida. Ed intanto, leggendo leggendo, il Governo Berlusconi (quello trapassato politicamente, ormai al soldo della BCE) stamattina ha incassato l'ennesima fiducia (316 voti, due in più di dieci mesi, un miglioramento notevole!) e quindi toccherà a questo governo subappaltato sbrogliare la matassa debito (che almeno sembra si sia fermato nell'ultimo mese).

Insomma in un tutto questo marasma io mi sono detto che forse no, non è possibile fare come in Islanda di rifiutare di pagare il debito con le tasse dei cittadini, perché siamo nell'euro, perché andremmo a finire in una recessione ancora peggiore, insomma per un sacco di buoni motivi, però si potrebbe cercare di fare come in Islanda per un altro verso: quello di capire chi ha fatto la frittata e fargliela pagare. Il caso islandese è più chiaro, vi erano delle banche private che con la compiacenza di politici operavano in maniera pazzoide. In Italia, sicuramente, la situazione è diversa. Tendenzialmente il sistema bancario è più sonnacchioso ed il boom del debito pubblico non è certo imputabile a chissà quali soccorsi nei confronti di banche ed imprese. Il boom è avvenuto nei primi due anni (da 102% a 116% del rapporto debito/PIL, ma vado a memoria potrei sbagliarmi) di legislatura di questo governo, quando qualche sentore si stava avendo di questa crisi ed in Italia ci davamo le pacche sulle spalle per dirci quanto eravamo bravi, per dirci quanto eravamo belli. Ecco, mi son sempre chiesto: visto che uscivamo da un quindicennio nel quale il debito pubblico andava calando (eccetto che per la seconda parte della legislatura 2001-2006), visto che il Governo non aveva ancora incominciato a sostenere le banche (ma lo sta facendo o lo ha mai fatto?), insomma tutti questi soldi dove sono andati a finire? Per cosa sono stati spesi? Tenendo conto che nel rapporto debito/PIL è più o meno sempre quello, non si può manco dire "Siamo andati in recessione, per questo il rapporto aumenta". In servizi? Direi proprio di no. In infrastrutture? Nemmeno. Agli enti locali? Pare proprio di no. Poi ci penso e mi tornano in mente gli scandali per gli appalti delle grandi opere, i finanziamenti per le grandi opere promesse e mai costruite (ogni riferimento è puramente casuale), ma soprattutto tutte quelle situazioni derivanti da conflitto di interesse. Ad esempio, ultima ma non meno importante, la vendita delle frequenze del 4G, dove per quelle telefoniche si è proceduto alla normale asta, 4 miliardi incassati, e per quelle televisive ad un beauty contest (cioè lo Stato le regala alle più belle del reame). Quindi, ad occhio e croce, un equivalente incasso mancato. O sempre per rimanere nel recente, i fondi tagliati alla digitalizzazione del paese (qui prodest? anche qua ogni riferimento è puramente casuale) che darebbero una bella botta al PIL. Anche qua un'altra montagna di soldi. Soldi che si traducono poi, lo abbiamo visto quando i tempi si fanno bui, in tagli dei beni sociali: del welfare, degli ammortizzatori sociali, della sanità, dell'Università e via dicendo.
Capisco la gente che protesta, capisco prendersela con banche centrali che intimano misure draconiane, capisco anche il gioco delle parti tra elettori di destra e sinistra. Insomma, in anni ed anni, ho letto fiumane di articoli sulle leggi-vergogna, sulle leggi ad personam, sulle porcate giudiziarie, ma possibile che nessuno si chiede e pone con forza l'accento su quanto ci costa (e ci continuerà a costare vista la fiducia) Berlusconi?

venerdì 22 luglio 2011

In vacanza con Silvio

Ryan ci ha preso gusto e ci ripropone il caro Silvio come testimonial delle sue campagne di voli low-cost. Mi chiedo, causa sfruttamento d'immagine, se Silvio percepisce qualcosa per questa involontaria (?) sponsorizzazione.